Le faremo sapere

Un soliloquio che meritate, ma di cui certamente non avevate bisogno, per spiegare il cambiamento di Le Faremo Sapere.

Camilla e Alfredo

Si cambia per curiosità del nuovo, per noia, per anelare alla versione migliore di se stessi. Si cambia soprattutto per onestà intellettuale, quando non ci si sente più rappresentati da quello che si fa. Si cambia per tutte queste e altre ragioni, talvolta per una sola. 

Fatichiamo a realizzare come Le faremo sapere si sia evoluto in questo anno e mezzo. Siamo partiti nel mezzo della pandemia, nelle nostre camere, chiedendoci se la precarietà lavorativa che stavamo vivendo fosse condivisa dai colleghi letterati. Il blog voleva essere una sorta di grande CV, pronto a riscattare una generazione. 

Alcuni mesi di stagionatura e già avevamo per le mani qualcosa di inaspettato: articoli da generazioni diverse, con percorsi di studio eterogenei ed esperienze lavorative che abbracciavano (quasi) tutto il possibile. Dovevamo ampliare il nostro sguardo. 

La fatica dell’essere costanti

Come si struttura l’attività editoriale di un blog, se un blog non lo si ha mai avuto prima? Ad cazzum, usando un latinismo. Inizialmente, per genetica avversione ai social media, abbiamo scelto di concentrarci sul sito, di costruire il nostro monolocale che sarebbe dovuto diventare un Castello (delle Cerimonie), nella migliore delle visioni pop. 

La consapevolezza della necessità di ampliare gli orizzonti è arrivata presto: siamo sbarcati su Instagram, Facebook, LinkedIn e anche Twitter; essere ovunque pareva l’unica scelta dei saggi digitali. La regola era seguire ritmi precisi: un pezzo alla settimana, un’anticipazione, un approfondimento. 

Di nuovo l’affanno, il boccheggiare che un nostro autore ha ben descritto. Lavorare liberi da imposizioni è certamente meglio, salvo il rischio di non concludere nulla per non essersi dati degli schemi. Lasciare il certo per l’incerto? Non ci siamo mai sentiti tanto vicini ad un simile Amleto in salsa TikTok.

Il ritmo lento, anzi lentissimo 

Eravamo così felici quando abbiamo cominciato, ma giorno dopo giorno sono arrivati la fatica, poi la stanchezza, poi l’immobilismo. Non si tratta così un progetto nato per essere se stessi (auspicabilmente felici), imprigionandolo nelle regole di chi insegna a stare sui social a botte di pillole editate su Canva.

Mentre ricostruivamo il blog ce ne siamo accorti e abbiamo capito la direzione precisa che vogliamo dare alle nostre storie, liberandole nel mondo solo quando ne saremo pienamente convinti e non limitando quello che da loro potrà nascere. Quante strade può prendere la stessa storia? Infinite, presumibilmente. Alcuni pezzi non hanno riscontro social, ma un numero altissimo di letture; altre impennano i nostri insights a suon di cuori e pollicioni, ma forse per la copertina simpatica (e l’indubbia abilità della nostra SMM).

La cosa di cui ci siamo accorti è che una storia ha tanti modi di essere apprezzata e capita: questo è ciò che vogliamo trasmettere, consapevoli di poter essere più liberi, anche nel decidere come e con che tempistiche veicolarla. Ad cazzum, di nuovo. 

Vento in poppa, Le faremo sapere!

Mentre viaggiamo verso l’ignoto ci chiediamo sempre chi ce l’ha fatto fare; quando raggiungiamo la meta ci interroghiamo sul perché non lo facciamo più spesso. Abbiamo sfidato l’anatema del sequel: siamo certi che Le faremo sapere 2 sarà meglio dell’1. Siamo pronti a nuovi, grandi, progetti.

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Camilla e Alfredo

Ci accomuna una laurea in lettere, la precarietà in ambito lavorativo, l’amore per Bologna, il segno zodiacale (ariete), una lista infinita di ossessive manie, un discreto numero di libri che prendono polvere in attesa di essere letti, la passione per il cibo nonostante l’intolleranza al lattosio, una grande amicizia.

Articoli: 4

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