Se gioventù sapesse umanesimo formato podcast

Cosa accade quando si mettono insieme un’economista convertita alla comunicazione e una linguista appassionata cuciniera? Ne esce un podcast esplosivo che ha il suo fondamento in una certezza: per fare divulgazione è necessario trovare gli spunti nelle cose del mondo (sopravvivendovi, con il benestare di Machiavelli).

L’articolo di Sara Betteghella e Beatrice Azzolina

Correva il mese 3 d.C. (dopo Covid, ovviamente) e tediate dal primo lockdown della nostra vita, avevamo ormai consumato tutto il consumabile. Interminabili tutorial su come scolpire i glutei in vista dell’estate, letture appassionate di libri ormai dimenticati dall’umanità, sessioni di panificazione a lenta (lentissima) lievitazione e ore di binge-watching su Netflix che neanche i migliori latitanti. Di fronte alle giornate primaverili che si allungavano, eliminando anche l’unica scusa per poter andare a letto presto – si sa, con il buio le videochiamate non vengono bene – restava solo una cosa da fare. Rincorrere il sogno di diventare miliardarie.

In principio era un’idea

È questo un articolo che vi insegnerà passo per passo, ma in sole quattro mosse, come guadagnare 7.253€ al giorno rimanendo comodamente sulla vostra poltrona? No. È “solo” la storia di come è nato il podcast meno famoso dell’internet.

Durante le pause di Beatrice tra le lezioni universitarie di linguistica e i pomeriggi post-lavoro di Sara, che ha deciso di vendere l’anima alla cultura con i suoi neuroni rubati all’economia, è nato “Se gioventù sapesse”. Una volta deciso di produrre un podcast per giovani che vogliono cercare di sopravvivere alla contemporaneità, ci siamo chieste quale potesse essere l’argomento e il livello della divulgazione. Dopo lunghi brain-storming e qualche analisi SWOT sulle abilità di ricercatrici, abbiamo deciso che il taglio divulgativo sarebbe stato “a caso”.

L’importanza della cultura popolare

Da qui, il problema di trovare un nome adatto all’opera: combattute tra l’aprire la Treccani e affidarsi ad Alexa, abbiamo optato per la seconda. “Alexa, elencaci tutti i proverbi che conosci” è stata la frase che ha dato inizio a una lunga ricerca: Gallina vecchia fa buon brodo e Donna barbuta, sempre piaciuta non ci convincevano molto, quindi ci siamo spinte in acque inesplorate. Quasi senza speranza, è arrivata improvvisamente la rivelazione: se il target era “giovani”, la scelta non poteva che ricadere su Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse.

C’era il tema, c’era il nome, ora serviva l’immagine. Armate dei migliori props e delle capacità artistiche di Steve McCurry, in un caldo pomeriggio di maggio abbiamo creato l’identità visuale. – Per questo alleghiamo diapo (ve l’abbiamo detto che photoshop non è ancora nel budget?).

Approcci umanisti (e aspiranti tali)

Vi chiederete, come nasce una stagione del podcast meno famoso dell’internet? Sara, da umanista adottata, predilige fogli excel e tabelle per la pianificazione editoriale. Beatrice segue a ruota, senza sapere bene di cosa si stia parlando – da buona umanista lavora più di fantasia e poco senso pratico. Comprato il microfono e scelto il programma con cui registrare ed editare le puntate, abbiamo stilato una lista di temi così lunga che abbiamo dovuto appellarci alla nostra community per scegliere di cosa parlare. Nelle prime registrazioni le voci erano attutite dalla mascherina e tremolanti per l’agitazione. Ma poi, tutto è diventato più naturale. Fino a quando non abbiamo finito le idee. Sono così entrati in scena i primi ospiti, che con il progredire delle stagioni hanno portato quel pizzico di professionalità che tanto mancava. A rendere ancora più concreto il percorso intrapreso ci ha pensato la mano dell’illustratrice Martina Nenna.

In conclusione è perseverare

Anche se il mondo è ripartito e, nel mentre, il mercato dei podcast si è saturato (ca**o), noi stiamo già lavorando alla quinta stagione. Tra un impegno di lavoro e l’altro, in pallide domeniche pomeriggio o durante notti di luna nuova ci organizziamo per elencare temi, pianificare le interviste, lavorare sulla qualità audio e scrivere dei canovacci che non rendano le puntate troppo strutturate. Abbiamo in previsione circa dieci nuove puntate, che speriamo di lanciare tra maggio e giugno. La community cresce piano, gli ascolti iniziano a diventare soddisfacenti ma i #giftedby e gli #adv ancora non si vedono. Non demordiamo: con passione e determinazione sogniamo di organizzare eventi live (abbiamo poche pretese, però l’ispirazione è quella dei TEDx), nuovi format e di perfezionare sempre più quello che facciamo.

Beatrice Azzolina e Sara Betteghella

Beatrice (a sinistra), linguista, si occupa di comunicazione social e aiuta una brewery locale nella produzione della Kombucha. Avida cuciniera appassionata di pasta madre e cibi fermentati, crea e co-fonda podcast con una certa frequenza. 

Sara, dopo una pragmatica laurea in Economia Aziendale, ha riscoperto la passione per la scrittura con un master in Sviluppo Creativo e Gestione delle attività culturali. Oggi lavora con le parole:  comunicatrice seriale e aspirante divulgatrice, si occupa anche di Relazioni coi media tradizionali e progettazione culturale.

Se vi va, per aiutare la comunità cultural-umanista e per passare qualche minuto delle vostre giornate imparando un po’ di cose “a caso”, potete seguirle su tutte quelle piattaforme dove si possono ascoltare i podcast e su IG con il profilo @segioventusapesse.

La redazione di Le Faremo Sapere
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