Ninja Urbano

Per molti il giorno dell’alloro corrisponde ad una sorta di solstizio d’inverno professionale: se, durante gli studi, la strada pare sempre ben illuminata, una volta terminati, inizia a calare una densa nebbia intorno al futuro. Questa foschia ci trascina direttamente nell’autunno brianzolo dove il nostro Leonardo ci racconta, attraverso la disciplina ninja, come la pratica della costanza sia necessaria anche (e soprattutto) nel difficile mondo del lavoro.

L’articolo di Leonardo Lietti

La donna con cui sto parlando sembra avere un paio d’anni in più di me, ma la scarsa qualità della sua webcam mi impedisce di esserne sicuro; immagino sia uno degli inconvenienti dei colloqui di lavoro su zoom.
Sabrina, questo è il suo nome, mi ha contattato qualche giorno fa tramite Linkedin per propormi un lavoro come copywriter.

Ho accettato subito.

Sono mesi che cerco di trovare un impiego che mi faccia sfruttare almeno una parte delle conoscenze che ho acquisito e questo colloquio è una piacevole sorpresa in mezzo al mare di candidature respinte dal quale sono sommerso.

Ho terminato a luglio gli studi alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, indirizzo sceneggiatura. Ovviamente il mio obiettivo è scrivere per il cinema, ma la scalata che porta ai vertici del mondo dello spettacolo è lunga e tortuosa, così ho deciso di cercare un lavoro part-time che mi conceda un minimo di indipendenza economica e credibilità sociale, mentre cerco di portare a termine una delle sceneggiature che ho iniziato a scrivere.

No, non sono uno sceneggiatore esperto, altrimenti finirei una sceneggiatura alla volta prima di cominciarne un’altra e, forse, la ricerca di un lavoro part-time è soltanto una scusa per non affrontare i veri problemi del mestiere.

Ma questa è un’altra storia.

Ceci n’est pas un copywriter

Sabrina inizia a parlarmi del lavoro e quello che sento mi preoccupa: le mie mansioni non si dovranno limitare soltanto alla scrittura di testi pubblicitari (come un normale “copywriter”), ma si cerca qualcosa di più!
Salta fuori che dovrei fare il “Brand Ambassador” per una piattaforma di trading online della quale Sabrina omette curiosamente il nome. Mi chiede se sono disposto a realizzare dei video con la mia faccia, alla maniera degli influencer, per invogliare le persone ad investire online.

Rimango abbastanza attonito.

Riflessioni di fine novembre

La sera stessa rimugino su tutto quanto mentre guido: ripenso al mio amico che ha perso il primo stipendio con il trading online; ripenso alla mia decisione di eliminare tutte le applicazioni social, eccezion fatta per Linkedin; ripenso a tutto il tempo sprecato guardando i post degli altri, tempo che avrei potuto usare per scrivere se non avessi scelto di distrarmi.
Quella di Sabrina è l’unica proposta concreta che ho ricevuto da quando ho iniziato a cercare lavoro.

Novembre sta finendo e, dove vivo io, in Brianza, significa nebbia e freddo umido che ti annacqua i polmoni mentre tiri le somme sui mesi appena passati.

Una disciplina dal Paese del Sol Levante

Parcheggio la macchina al solito posto e guardo la mia palestra: un vecchio edificio vicino alla stazione le cui pareti scrostate ospitano svariati praticanti di arti marziali.
Indosso il Kimono in silenzio negli spogliatoi e mi reco sul tatami cercando di togliermi il colloquio dalla testa.

Mi piace il Ninjutsu, anche se come disciplina è poco praticata: si tratta di un’arte marziale ninja originaria del Giappone che unisce l’allenamento fisico a quello spirituale.

Il mio Sensei (così si chiama il proprio maestro) dopo averci fatto fare gli esercizi di riscaldamento prende un materasso appoggiato alla parete e lo butta a terra; qualcuno dei miei compagni sospira, oggi ci alleniamo nel salto mortale in avanti.
Per eseguirlo bisogna correre, saltare e chiudersi su se stessi così da fare una capriola in aria e riatterrare in piedi.
Sono quattro anni che provo a fare quel salto, non ci sono mai riuscito. Una parte di me crede ancora che ci riuscirò, l’altra parte un po’ meno.

Filosofia Ninja: la via della perseveranza

Un po’ per inerzia, un po’ per orgoglio, prendo la rincorsa, parto, e salto!

Ora, tra tutte le cose che potevano succedere in quei secondi, si verifica la più improbabile e inaspettata tra le eventualità possibili, un evento che mi lascia interdetto per la seconda volta in una sola giornata: questa volta atterro in piedi.
Prima silenzio, poi, i miei compagni, applaudono mentre il Sensei sorride. Mi dice che c’ero vicino da un po’, che ormai era solo questione di tempo prima di riuscire a eseguire il salto mortale.

In giapponese la parola Ninjutsu è composta da due ideogrammi traducibili in italiano con le parole “cuore” e “spada”.
Le tecniche di guerriglia e di combattimento ninja possono essere perfezionate soltanto con il tempo e la pratica costante, dedicando una parte dell’anima alla disciplina: per migliorare, bisogna perseverare.
Sono riuscito a eseguire il salto mortale soltanto perché non ho smesso di provarci, anche se ci ho messo quattro anni.

Mokuso: meditazione Ninja post allenamento

Finito l’allenamento non torno subito a casa, mi appoggio alla macchina, mi rimetto a pensare.
Dopo un po’ guardo l’ora, è l’una di notte.

Apro Linkedin e scrivo un messaggio a Sabrina: le dico di non essere la persona che sta cercando, non sono adatto a quel tipo di lavoro.

Domani ricomincerò a mandare in giro i curricula, stanotte, però, potrei scrivere un pochino; mi è venuta un’idea per quella sceneggiatura del tennista che si rompe la gamba ma non vuole appendere la racchetta al chiodo.
Non devo stare sveglio tanto, basta scrivere anche una sola pagina, o qualche appunto. L’importante è perseverare.

Leonardo Lietti

Laureato in Arte e tecnologia dell’audiovisivo, ho tante altre passioni oltre al cinema e alla scrittura, e ciò non mi aiuta certo a concentrarmi. Pratico il ninjutsu e vorrei diventare uno sceneggiatore, ma, in alternativa, mi accontenterei di andare a pescare in Val Brembana tutto l’anno.

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