codice penale

C’è una cosa che abbiamo capito molto bene: dentro ogni avvocato può nascondersi un aspirante umanista. C’è chi entra in aula e si guarda attorno con umorismo pirandelliano, chi lavora trincerato dietro carte tanto sudate da superare Leopardi e poi chi – all’inverso – legge una tragedia classica col Codice penale sul comodino. D’altronde sappiamo che un Classico non finisce mai di dire ciò che ha da dire: evidentemente anche ai giuristi!

[Altro possibile titolo: Il diritto spiegato anche ai letterati]

L’articolo di Cesare Giosuè Caretta

Il primo contatto con il liceo classico fu uno shock: lingue morte e alfabeti oscuri; in greco oltre agli accenti (ben tre) ci sono anche gli spiriti, coincidenze? Insomma, ero entrato in un mondo nuovo, tutto da esplorare e, diciamocelo, alquanto terrificante.

Grazie alla guida di professori rigorosi ma appassionatissimi, guadagnai la forza per vincere l’impenetrabilità del greco. Dopo tutto, i primi due anni di liceo classico sono chiamati “ginnasio”, che significa palestra. Ancora una volta… coincidenze?

E così scoprii che frequentare il classico significava non solo, e non tanto, cimentarsi in mirabolanti sforzi di traduzione di testi antichi, ma significava avere accesso a qualcosa di più: la letteratura.

Dall’Iliade a Saffo, da Catullo a Seneca, ogni giorno era un viaggio alla scoperta delle più grandi e belle opere letterarie di tutti i tempi. Tuttavia, sotto sotto conservavo l’idea che tutto ciò fosse fine a se stesso, valido nel qui ed ora della lezione.

Oreste sul banco degli imputati

Io oggi sono diventato un giurista, non un grecista o un latinista, e quindi forse vi chiederete che ci azzecca la letteratura greca con il diritto. Forse Pericle parlava di Codice civile o penale? Pericle no, ma i grandi tragediografi Eschilo e Sofocle in un certo senso sì.

La tragedia Le Eumenidi di Eschilo è la rappresentazione teatrale della fondazione dello strumento principe per dare corretta e giusta applicazione alla legge: il processo.

Atena stessa ne afferma i principi cardine:

– Deve essere sentita la parola sia delle Erinni (accusa) sia di Oreste (difesa): è il principio del contraddittorio espresso dall’articolo 111 della nostra Costituzione, per cui nel processo devono essere sentite entrambe le parti.

– Il collegio giudicante è formato da Ateniesi estranei ai fatti: è il principio di indipendenza, terzietà e imparzialità del giudice (articoli 101 e 104 Cost.).

– Essendoci un voto pari per accusa e difesa, Atena sentenzia l’assoluzione di Oreste: è il principio di presunzione di innocenza (articolo 27, comma 2, Cost.), e della regola della condanna solo “al di là di ogni ragionevole dubbio” (articolo 533 Codice di procedura penale).

Antigone praticante avvocato

Ancora, Sofocle nella tragedia dell’Antigone parla dello scontro tra diritto positivo (posto dall’uomo) e del diritto naturale (insito nella natura delle cose).

Creonte, re di Tebe decreta di non seppellire i traditori della città tra cui Polinice, mentre Antigone, sua sorella, vuole dare sepoltura al fratello. Sofocle pone così l’interrogativo se sopra il diritto dello Stato esiste un diritto superiore, in questo caso un diritto della famiglia. E non si tratta di una mera speculazione astratta, basti pensare al processo di Norimberga in cui gli imputati pur avevano rispettato le norme giuridiche naziste: ci sono altre norme a cui appellarsi al di là di quelle stabilite dagli uomini?

Così, alla facoltà di Giurisprudenza, diventai consapevole della straordinaria capacità pervasiva della letteratura antica. Scoprii l’universalità della tragedia greca, il cui significato si diffonde in modo penetrante fino a toccare aspetti fondamentali del vivere umano, ben oltre il qui ed ora della lezione del liceo. Scoprii che la letteratura antica costituisce un bagaglio inestimabile capace di saper orientare valutazioni in questioni di grande importanza ancora attuali.

Un bagaglio di valori, un bagaglio di principi, di saggezza: un bagaglio di vita. Anche quando alla fine si sceglie di non fare gli umanisti.

NdR Vi lasciamo un pratico link alla divulgazione del nostro amico Cesare, per continuare a seguire le sue spiegazioni sul diritto: CLICCA QUI

Cesare Caretta Greco Codice Penale

Cesare Giosuè Caretta

Dottore in Giurisprudenza, abilitato alla professione di avvocato. Ho studiato in Italia, Portogallo e Austria. Sono appassionato di diritto, ma le norme non sono tutto: mi interesso di arte (dada?), filosofia, scienze (ora sono in fissa con la fisica quantistica) e pratico running, tennis ed escursionismo. Il punto è che sono sempre alla ricerca di nuove esperienze. Sono un inguaribile curioso, il mio colore preferito è l’azzurro, ho corso la maratona di New York. 

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