Call center

Fenomenologia di un call center

Un capannone sperduto in periferia, in mezzo ad altri capannoni. Dentro si confezionano le migliori offerte telefoniche esistenti sul mercato. Quindi i call center esistono davvero? Pare di sì, parola di laureato in lettere.

L’articolo di Ivano Steri

Il capannone è sperduto in periferia, in mezzo ad altri capannoni dove, invece di offerte telefoniche, si confezionano prodotti di utilità varia, dalla pulizia della casa alla prevenzione di gravidanze indesiderate. Gli operatori, seduti alle loro postazioni, con il microfono che sembra un’escrescenza aliena, propongono, alludono, blandiscono e insistono.

Mi guardo intorno. Mi siedo. “Un caffè?”.
Ma sì. Un caffè.

Lungo preambolo
“… e insomma, il nostro cliente propone l’offerta migliore sul mercato. Internet + voce a tot euro al mese. Un regalo, praticamente. Quindi, se non fai contratti, è colpa tua”. Sono qui dentro da 5 minuti e già è colpa mia. Più efficienti del catechista.

Sul polso del novello catechista spicca un orologio gargantuesco. Il maglioncino a V nasconde una bella camicia comprata in centro a 99,90 euro. Le scarpe hanno una grossa H sul fianco: il modello di sneaker più venduto della marca più comprata da chi propone l’offerta migliore sul mercato.

“Che studi?”
Lettere
“Ti manca molto?”
“Solo la tesi”
“Abbiamo diversi laureati in Lettere qui”
“Grazie, questo è di gran conforto per me”.
Forse è quel ragazzo con gli occhiali tondi, forse è quell’altra ragazza riccia con un rossetto rosso fuoco e una cascata di mascara, forse è quella signora di… cinquanta? Cinquantacinque anni?

“… che poi dipende tutto da te: se fai tot contratti ti porti a casa tot euro, se fai tot contratti invece ne porti a casa addirittura tot”.
“Tutti in un giorno?”
“… se poi una signora ti dice ‘non mi interessa’, visto che la nostra è l’offerta migliore sul mercato, sei tu a dover dire ‘perché non le interessa, signora?’ Non è che metti giù al primo colpo”.
“…”
“Va bene, allora fammi sapere. Se vuoi già domani puoi fare la prova. Io ti consiglio di fare la prova, poi vedi tu”.

Un enorme mostro verde, con scaglie in tutto il corpo, zanne affilatissime e unghie taglienti come rasoi, entra nel capannone. Tutti urlano e scappano, a parte uno che sta giusto giusto chiudendo il primo contratto della settimana (è giovedì). Azzanna le gambe del signor Tot Contratti e lo sbatte contro il pavimento come un polpo sullo scoglio. Peccato per quelle belle scarpe.

Ivano Steri

Con una tesi dal titolo altisonante mi laureo in Lettere e divento ufficialmente disoccupato. Poi mi passa, anche abbastanza in fretta: ora mi divido tra beni culturali e web copywriting. Faccio parte del collettivo Stand-up Comedy Sardegna (considerato tra i comici meno bravi) e studio recitazione presso La Clessidra Teatro di Carbonia. Ah, quasi dimenticavo: ho studiato scrittura comica e creativa all’Accademia del Comico di Milano (ma non ricordategli quest’onta).

 Foto di copertina, crediti: Affari vettore creata da vectorjuice – it.freepik.com

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I Laureati
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