Di necessità virtù Artlab quando il volontariato diventa sbocco professionale

C’è troppo pessimismo là fuori – e ogni tanto anche sulle soglie di questo blog. Quando si parla di volontariato poi, scatta subito l’assioma: volontario = schiavo. Ci abbiamo messo un po’ a trovare una storia positiva, che dimostrasse qualcosa in cui tanti nostri autori credono: anche se non sappiamo quale possa essere il nostro destino, buttiamoci con passione in ciò che amiamo. Un varco per il sorpasso si può trovare quando meno ce lo aspettiamo.

L’articolo di Gloria Gusmaroli.

Fin dal primo anno di università, come Ulisse con il canto delle sirene, sono ammaliata dal mondo dei workshop di autocostruzione, delle opportunità di volontariato che mi permettevano di vivere gli eventi culturali da un’altra prospettiva. Le percepivo come occasioni per formarmi, per conoscere il mondo del lavoro anche nelle sfaccettature più crude: poco mi importava di essere attiva H24, se questo permetteva di aggiungere al mio bagaglio personale, diari di bordo densi di metodologie, contenuti, approcci, dinamiche relazionali. Così – inconsapevolmente – ero già pronta ad incontrare ArtLab.

C’era una volta ArtLab. Territori cultura, innovazione

Correva il 2018, erano i primi anni da neolaureata e mi imbatto nel post strillone di ArtLab con il quale cercano volontari. Dai la tua disponibilità e a fine evento avrai un corso di formazione gratuito in Fondazione Fitzcarraldo. Bomba! Mi candido subito per la tappa di Milano. Mi selezionano e vengo catapultata a BASE dove una schiera di donne mi accoglie. Loro sono il cuore dell’evento, la macchina organizzatrice. Come ingranaggi di un grosso macchinario ognuno ha uno specifico ruolo, ma una bergamasca tende a voler strafare e quindi asap mi propongo anche per mansioni extra.

Breve parentesi per i profani: ArtLab è la più importante piattaforma indipendente, crossettoriale orientata all’innovazione delle pratiche e delle politiche legate all’arte e alla cultura, attraverso il dialogo tra gli stakeholder dell’ecosistema creativo e culturale.

Il mio primo ArtLab è davvero apparso come il paese dei balocchi: sgattaiolando qua e là con la mia maglia logata mi imbattevo nei “mostri sacri” dell’innovazione di cui seguivo le gesta su giornali, social, etc. Potevo pure parlarci! Scambiare quattro chiacchiere rispetto a dei pensieri comuni! Pazzesco.

La pecca di essere volontario? Non poter seguire nel dettaglio il programma. Peccato. Come? ArtLab fa tappa nell’autunno 2018 a Bari? Non finisco nemmeno il pensiero che ho comprato il volo e riservato l’hotel per seguire la tappa pugliese. Potete solo immaginare lo stupore dei “fitzcarraldini” (e anche di alcuni “mostri sacri”) nel vedermi lì: probabilmente è un pensiero a metà tra “ma questa è una stalker?” e “ragazza appassionata delle tematiche”.

Con il mio taccuino alla mano prendo appunti sulla novità di quel tempo: il Partenariato Speciale Pubblico Privato. Le slide di Franco Milella mostrate in anteprima mondiale nella aula magna diventano il mio bigino personale. Torno a casa e scrivo un articolo talmente appassionato su Labsus.org che a distanza di anni quando lo rileggo mi chiedo se l’ho scritto davvero io o ero guidata dalla musa ispiratrice della rigenerazione.

What next? Escalation nelle prossime tappe

A inizio 2019 ricevo una chiamata: “sei un caterpillar, vuoi passare dall’altra parte della barricata e diventare Responsabile dei Volontari per la tappa Bari-Matera 2019”? Immaginate già cosa ho risposto.

Esperienza tosta: vengo catapultata nel team e capisco cosa sia la frenesia-follia che sta dietro la produzione e gestione di un evento. Riunioni, email, allestimenti, capelli che si strappano, email, le sessioni devono stare nei tempi, gestione dei partner, sopralluoghi, slide, non c’è più tempo moriremo tutti…magari si rischiava pure di pranzare qualche volta.

Funziona talmente bene che nel 2020 e nel 2021 oltre alla Responsabile dei Volontari mi occupo anche della Produzione e Organizzazione della tappa di Bergamo.

E vissero tutti…?

L’escalation di ArtLab è stata una delle brecce che mi ha portato dove sono oggi nel mondo del lavoro. Mi ha insegnato come fare ma anche aiutato a scrivere la “NOT TO DO IN ANY CASE” list.

Un’esperienza che mi ha permesso di capire come dialogare nella stessa frazione di secondo con un Ministro e un abitante del quartiere. Il tutto senza dare di matto, o quanto meno non darlo a vedere.
Non vorrei fare la chiosa finale motivazionale “credi nei tuoi obiettivi” e ci arriverai: perché io non avevo manco nell’anticamera del cervello di poter crescere così. Quello che posso dire a chi legge il mio pezzo è: se ti va, fai quello che ti piace con ardore e passione, probabilmente ti porterà ad essere parte di un’avventura di cui saprai far tesoro.

Gloria Gusmaroli

Gloria Gusmaroli

Si forma in architettura viaggiando tra Milano, Uppsala (Svezia), Venezia, Ecuador e Londra: 50% studentessa tra i libri, 50% “workshoppista compulsiva” che impara facendo sul campo. È in questi anni viaggianti che si innamora di metodologie e approcci che la portano a volersi specializzare in riuso architettonico e processi partecipativi. In tempi non sospetti ne fa un lavoro che la porta a coordinare progetti di rigenerazione a base socio-culturale tra Bergamo e Milano.

Questo articolo è frutto di una collaborazione con ArtLab e Fitzcarraldo per presentarvi al meglio la loro ‘Call for Volunteers’ per l’edizione 2022, che si terrà dal 23 al 25 novembre a Bergamo.

Vuoi sfoderare sorrisoni bergsoniani? C’è l’accoglienza ospiti. Vuoi ostentare anglicismi vertiginosi sul tuo prossimo curriculum? Fai domanda come driver o runner. Vuoi applicare il divide et impera al microcosmo del cerimoniale? Diventa responsabile di sala. E alla fine ti becchi anche un super corso di Fitzcarraldo gratis (puoi scegliere fra: Ecosistemi digitali per la cultura; Il bilancio sociale per le organizzazioni culturali; Valutazione d’impatto: approcci e strumenti per il mondo culturale).

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