Cornici Made in Tuscany

«Perché con quella c aspirata e quel senso dell’umorismo da quattro soldi i Toscani hanno devastato questo Paese, e questo lo devi scrivere per favore»: questo è il primo commento che ci viene in mente pensando al Made in Tuscany.

Magari non è andata così male. Magari si sono limitati a rovinare solo la loro regione… o almeno il sentimento di una copywriter, delusa dopo averne decantato le meraviglie. Può un semplice viaggio ricucire i rapporti, restituire fiducia e far digerire anche quella c aspirata e le fatture saldate dopo tanta fatica? Forse dipende tutto dalla cornice.

L’articolo di Annalisa Ventura.

La comunicazione per il lancio del nuovo resort in Toscana? Un lavoro di routine. Mai stata sul luogo, ma foto e stereotipi bastavano e avanzavano per colmare la lacuna. “Che posti meravigliosi”, pensavo fra me e me mentre cercavo dei titoli più suggestivi dei paesaggi. Un pezzo di paradiso ritagliato e confezionato su misura per chi l’Italia la vede da lontano.

Copywriting + IVA

E allora giù di percorsi, corsi e ricorsi per trasferire a suon di dollaroni tutto quello che il Made in Italy, anzi in Tuscany, è trasferibile. Scrivi che ti scrivi, il lavoro volge al termine. E mentre spicchi fattura, continui a immaginarti questo paradiso creato nel bel mezzo di un paradiso e qualcosa non ti torna… Non solo i conti che tarderanno ad arrivare, mannaggia alle PATITE IVA (così ho ribattezzato la categoria che incassa anche la bile, a volte).

Bene, i mesi, persino gli anni passano e, mentre vai per vie legali per ottenere i compensi pattuiti fatturati e già ivati, le immagini dei posti che non hai visto ma sai come sono, restano sempre verdi, meravigliose e inscalfibili nella memoria. Il paradiso nel paradiso, un quadro dipinto o meglio architettato centimetro dopo centimetro con una cornice intorno che… ma dai, di cosa stiamo a parlare? Eh ma infatti io non sono il target. 

Non sono in target perché in quanto italiana sono abituata alle eccellenze del Made in Tuscany. Col cavolo, va là! Basta una gita nei paraggi per capire che è un altro mondo, ma vabbè.

Tuscany on the Road

Passano gli anni. Pochi dal saldo fattura, molti dall’inaugurazione del resort. E vado in Tuscany con un’amica. Molto friend, molto artista (restaura di ogni) per una “gita molto estemporanea”, di quelle che nella vita bisognerebbe farne di più.

Andiamo da un suo fornitore.
Caso vuole – sarà un caso? – che la nostra meta, azienda di cornici, sia proprio nella “corniche” che cinge il mio – si fa per dire – resort.

Così il titolare, un signore di altri tempi, mondi e maniere, ci porta a vedere dal vivo l’opera incastonata nella cornice della Toscana tutta. Cornice che sovrasta e supera di gran lunga la magnificenza del luogo, dico io che finalmente vedo ciò che anni prima ho pubblicizzato “in contumacia”.

E, sicuramente complice la visita all’azienda di questo signore, inizio a interrogarmi sul significato delle cornici. Su quel bisogno che tutti hanno di incorniciare qualcosa, lo ammetto. Ce n’è di ogni fatta, lì dentro. E io che – per ignoranza? Snobismo? Noncuranza? – ho sempre considerato la cornice in quanto tale un surplus, adesso la vedo e la sento: come un abbraccio.

E sono anche un po’ stupita. Ma mi sembra di capire lo sforzo, che va oltre le ovvie necessità del suo marketing, che quel signore compie per rinnovare, cercando di attualizzare e mantenere caldo il linguaggio di un gesto, che apparentemente è uno, ma è persino ovvio che ha mille significati.

Il risorto resort

Una cornice protegge te, primo capolavoro delle scuole elementari. Ti valorizza, tela contemporanea estemporanea e stemperata qua e là. Ti colma e ti conforta: non tutti siamo artisti da incorniciare, ammettiamolo. Ti… mette in luce, esaltando la tua di luce, quella bellezza che in parte è tua, ma tanta sta nell’abbraccio intorno. Come succede al mio risorto resort, mai visto, ma ben immaginato, descritto e comunicato.

Vabbè, la gita mi ha ripagata – con interessi, azzardo – di quel vecchio lavoro. Che dire, ricambierò il nuovo amico – futuro cliente? – delle cornici con una frase (slogan, claim, head line, tag line…) che sigli qualche suo nuovo abbraccio. O cornice che dir si voglia.

Cornici Made in Tuscany Annalisa Ventura Le Faremo Sapere

Annalisa Ventura

Copywriter dai tempi in cui non esisteva nemmeno il termine o quasi, adora scrivere di tutto o quasi. E gli animali, anche loro tutti o quasi. Collabora con agenzie e clienti diretti, associazioni di volontariato e… quel che verrà. Potrebbe essere la mamma di tanti autori di questo blog, ma sorella maggiore le basta e avanza, grazie.

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