Apri narrazioni per corrispondenza

Ogni mese una busta nella cassetta delle lettere, come in tempi passati. Dentro un racconto in forma epistolare, accompagnato da fotografie, biglietti e cartoline che sono parte del racconto stesso. Una caccia al tesoro? Un puzzle da ricomporre? Una tranche de vie da analizzare? Chissà. In fondo è solo quando strappiamo la busta che decidiamo di diventarne i destinatari, e il mittente smette di essere un estraneo.

L’articolo di Lorenzo Ghetti e la redazione di APRI

Mi mette sempre un po’ a disagio quando ci viene chiesto com’è nato APRI, perché se ripenso a questo anno e mezzo di progetto credo che valga molto (MOLTO) di più il fantastico lavoro di redazione che c’è dietro ogni singola lettera, rispetto al calcio d’inizio ad Aprile 2020.

Quindi su questo preferisco essere breve: durante il lockdown mi annoiavo molto e volevo iniziare qualcosa di nuovo. Mi sono occupato per diversi anni di progetti narrativi digitali e ho subito pensato a qualcosa del genere. Un webcomic su Instagram? Magari meglio una newsletter? Delle mail che raccontano una storia, magari, però non se ne può più di stare al computer (in quei mesi non si poteva fare altro)…

Se invece di mail fossero lettere? Finte lettere che arrivano per posta e che raccontano storie. Tutto qua.

Sai che non è una cattiva idea?

Quello che ha veramente fatto la differenza tra l’aria fritta che mi era venuta in mente e il progetto vero è proprio sono state le persone a cui ho subito telefonato e a cui ho chiesto: “Ma una cosa del genere secondo te avrebbe senso?”. Amiche e amici, editor, persone del settore di cui mi sono sempre fidato mi hanno risposto “Ma sai che non è una cattiva idea?”, e tra queste si è costruita buona parte della redazione di APRI: Marzia Grillo, editor di narrativa, Roberta Contarini e Giulia Tudori, grafiche editoriali, Andrea Martini, sviluppatore e app developer. 

Subito abbiamo iniziato a ragionare su punti di forza e debolezze del progetto, problematiche e vantaggi. Avevamo dalla nostra molte conoscenze, soprattutto di autrici e autori, a cui potevamo chiedere di partecipare quando ancora il progetto era in sviluppo e che potevamo inserire nella rosa dei primi nomi per promuoverlo. Tassello fondamentale, fin da subito, è stata la Tipografia Irnerio, con cui io, Roberta e Giulia lavoriamo da anni, e che ci ha affiancato immediatamente anche per i pezzi più complicati.

Calcio d’inizio

Una parte problematica che rischiava di affossare il progetto era il metodo di spedizione. Abbiamo lungamente ragionato sul prezzo al pubblico dell’abbonamento (quanto pagherebbe una lettrice o un lettore per un racconto, per quanto cartotecnicamente interessante, lungo qualche pagina?), e se la spedizione a copia fosse stata alta avrebbe causato un incremento del prezzo finale e quindi una difficoltà di vendita.

Alla redazione si è aggiunta, già diversi mesi prima dell’avvio vero e proprio, Elena Giuntoli, che si occupa di comunicazione e social media management: sapevamo che fin dalle prime settimane ci serviva lanciare e promuovere il progetto con forza.

APRI inizia la sua storia nel Novembre 2020 con la prima lettera, “Il simulatore di fulmini” di Giulia Caminito. Di mese in mese lavoriamo alla lettera successiva, un pezzetto alla volta. Il primo passo è sempre la ricerca di autrici e autori che vogliano partecipare, perché una lettera di APRI consiste innanzitutto in un racconto epistolare autoconclusivo.

L’abito (talvolta) fa il monaco

Una volta ricevuto il testo e l’idea della lettera, ci occupiamo dell’editing e soprattutto ragioniamo sul confezionamento della lettera: tipo di busta, presenza di francobolli, tipo di calligrafia, pezzi aggiuntivi da allegare.

Si passa poi alla produzione dei singoli pezzi: se la lettera deve essere scritta a mano viene creata la matrice da cui ricavare il file di stampa della lettera; si impaginano graficamente gli altri pezzi (foto, biglietti, dépliant) cercando in caso foto d’archivio; Giulia realizza le illustrazioni per il francobollo; scegliamo le carte per tutti i pezzi e ordinati quelli aggiuntivi (chiavi, foglie, fiori, piume…).

Si va in stampa con tutto il materiale, dopo che è stato approvato dall’autrice o autore. Il confezionamento della lettera richiede dai 2 ai 3 giorni (abbiamo una tiratura media di mille copie): ogni lettera va piegata e inserita nella busta insieme agli altri materiali. Se è presente il francobollo, viene applicato a mano. Si spediscono insieme tutte le buste degli abbonamenti.

Nuove strade

Con “In crociera su un mare di rimpianti,” di Alice Scornajenghi abbiamo raggiunto la diciassettesima lettera, e in questo anno e mezzo abbiamo potuto lavorare con autrici e autori che hanno partecipato con entusiasmo, inventandosi lettere sempre pronte a stupirci.

Sentiamo che il progetto potrebbe andare in mille direzioni diverse e da quest’anno abbiamo deciso di intraprenderne una: da Settembre partirà un abbonamento parallelo dedicato a ragazze e ragazzi. Proprio in questi giorni stiamo mettendo insieme i pezzi di una “lettera 0” scritta da Cristina Brambilla, che sarà disponibile in anticipo prima dell’estate.

Lorenzo Ghetti e la redazione di APRI

Lorenzo Ghetti, autore del webcomic sperimentale TO BE continued e di Dove non sei tu, è il curatore del progetto. Con lui Marzia Grillo, editor di narrativa, Roberta Contarini e Giulia Tudori, grafiche editoriali, e Andrea Martini, sviluppatore e app developer. 

APRI è il regalo perfetto per quell’amico umanista a cui non sai mai cosa potrebbe piacere. Abbiamo scritto un articolo per aiutarvi in questa ardua missione.

La redazione di Le Faremo Sapere
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